Manca ormai pochissimo alla svolta digitale nella gestione dei rifiuti.
Il 15 settembre 2026 rappresenta una data chiave per il sistema RENTRI: per i soggetti interessati dalla prima fase di iscrizione, diventa operativo il FIR digitale (X-FIR) e si conclude il periodo transitorio del cosiddetto “doppio binario”.
La disciplina è contenuta nel D.M. 4 aprile 2023, n. 59, adottato in attuazione dell’art. 188-bis del D.Lgs. 152/2006, come modificato dal D.Lgs. 116/2020.
Cosa cambia dal 15 settembre 2026?
- FIR digitale: emissione, compilazione e trasmissione del formulario dovranno avvenire in formato digitale attraverso i servizi interoperabili del RENTRI.
- Fine del doppio binario: termina la fase di coesistenza tra documentazione cartacea e digitale.
- Firme elettroniche: i soggetti coinvolti dovranno utilizzare gli strumenti di firma previsti dalla normativa.
- Sistemi gestionali: le imprese dovranno garantire l’interoperabilità con RENTRI e la corretta gestione del format X-FIR.
- Controlli durante il trasporto: la documentazione digitale dovrà essere accessibile e verificabile dagli organi competenti anche attraverso il codice identificativo univoco o il QR Code.
Chi è coinvolto?
Tra i soggetti interessati dalla prima fase rientrano, in particolare, imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di 50 dipendenti, oltre a trasportatori, gestori degli impianti di trattamento, intermediari e commercianti di rifiuti.
⚠️ Attenzione alle sanzioni
Le violazioni degli obblighi RENTRI e degli adempimenti relativi ai FIR sono disciplinate dall’art. 258 del D.Lgs. 152/2006, come modificato dal D.Lgs. 116/2020.
Le sanzioni amministrative possono arrivare a 10.000 euro, e fino a 15.000 euro per i rifiuti pericolosi, oltre alle eventuali conseguenze penali nei casi previsti dalla legge.
Il 15 settembre non è quindi solo una nuova scadenza: è il passaggio definitivo a una gestione digitale del FIR.
Le aziende sono chiamate a verificare fin da subito software, procedure, firme, interoperabilità e flussi documentali, effettuando una simulazione completa del ciclo X-FIR prima dell’entrata a regime.
Manca ormai pochissimo alla svolta digitale nella gestione dei rifiuti.
Il 15 settembre 2026 rappresenta una data chiave per il sistema RENTRI: per i soggetti interessati dalla prima fase di iscrizione, diventa operativo il FIR digitale (X-FIR) e si conclude il periodo transitorio del cosiddetto “doppio binario”.
La disciplina è contenuta nel D.M. 4 aprile 2023, n. 59, adottato in attuazione dell’art. 188-bis del D.Lgs. 152/2006, come modificato dal D.Lgs. 116/2020.
Cosa cambia dal 15 settembre 2026?
- FIR digitale: emissione, compilazione e trasmissione del formulario dovranno avvenire in formato digitale attraverso i servizi interoperabili del RENTRI.
- Fine del doppio binario: termina la fase di coesistenza tra documentazione cartacea e digitale.
- Firme elettroniche: i soggetti coinvolti dovranno utilizzare gli strumenti di firma previsti dalla normativa.
- Sistemi gestionali: le imprese dovranno garantire l’interoperabilità con RENTRI e la corretta gestione del format X-FIR.
- Controlli durante il trasporto: la documentazione digitale dovrà essere accessibile e verificabile dagli organi competenti anche attraverso il codice identificativo univoco o il QR Code.
Chi è coinvolto?
Tra i soggetti interessati dalla prima fase rientrano, in particolare, imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di 50 dipendenti, oltre a trasportatori, gestori degli impianti di trattamento, intermediari e commercianti di rifiuti.
⚠️ Attenzione alle sanzioni
Le violazioni degli obblighi RENTRI e degli adempimenti relativi ai FIR sono disciplinate dall’art. 258 del D.Lgs. 152/2006, come modificato dal D.Lgs. 116/2020.
Le sanzioni amministrative possono arrivare a 10.000 euro, e fino a 15.000 euro per i rifiuti pericolosi, oltre alle eventuali conseguenze penali nei casi previsti dalla legge.
Il 15 settembre non è quindi solo una nuova scadenza: è il passaggio definitivo a una gestione digitale del FIR.
Le aziende sono chiamate a verificare fin da subito software, procedure, firme, interoperabilità e flussi documentali, effettuando una simulazione completa del ciclo X-FIR prima dell’entrata a regime.