Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro sui dati INAIL, a gennaio 2026 si registrano 34 vittime per infortunio sul lavoro in Italia, contro le 60 del gennaio 2025 (-43,3%).

Gli infortuni mortali in occasione di lavoro sono 28 (46 nel 2025, -39,1%), mentre quelli in itinere – durante il tragitto casa-lavoro – scendono a 6 rispetto ai 14 dell’anno precedente (-57,1%). L’indice degli infortuni mortali in occasione di lavoro passa da 2,0 a 1,2 casi per milione di occupati.

A livello territoriale, in zona rossa si collocano Liguria, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia e Marche; in zona arancione Veneto, Lazio e Toscana; in zona gialla Campania, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna; in zona bianca Puglia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sardegna, Trentino-Alto Adige, Umbria e Valle d’Aosta. La Lombardia registra il maggior numero di decessi: 5 (17,9% del totale).

Per settori, attività manifatturiere, trasporto e magazzinaggio contano 5 decessi ciascuno, seguiti dal commercio con 3; costruzioni e fornitura di acqua, gestione rifiuti e risanamento registrano 2 casi ciascuno.

Le vittime sono 26 uomini e 2 donne; 22 italiani e 6 stranieri. La fascia più colpita è 55-64 anni con 12 decessi (42,9%).

Nel complesso, le denunce di infortunio a gennaio 2026 sono 41.905 (+0,3% sul 2025): 35.862 in occasione di lavoro (-1,0%) e 6.043 in itinere (+8,3%).

Quindi, investire in sicurezza e formazione significa migliorare l’azienda e contribuire ad un futuro migliore.